Quando si inizia a interessarsi agli investimenti, spesso il primo istinto è quello di orientarsi verso gli investimenti più conosciuti : libretti di risparmio, assicurazioni sulla vita, immobili in affitto o fondi immobiliari. Queste soluzioni svolgono un ruolo importante nel patrimonio, ma non sempre sono sufficienti per puntare a una creazione di valore significativa nel lungo termine.

È qui che entrano in gioco classi di attività meno conosciute, spesso riservate agli investitori esperti: il private equity, il private equity immobiliare e i club deal. Cosa hanno in comune? Si basano su una logica di investimento imprenditoriale, con un potenziale di rendimento superiore, in cambio di rischi e vincoli specifici.

 

Una logica diversa dagli investimenti tradizionali

A differenza degli investimenti con rendimenti a breve/medio termine, che mirano principalmente a distribuire redditi regolari (affitti, interessi, cedole), il private equity e il private equity immobiliare puntano principalmente alla creazione di valore nel tempo.

L'investitore non acquista un prodotto immutabile, ma partecipa a un progetto: sviluppo di un'impresa, trasformazione di un bene immobiliare, ristrutturazione di un'attività, ottimizzazione di un portafoglio. Il rendimento finale dipende quindi dal successo di questa strategia e non solo dall'andamento dei mercati finanziari.

Questo approccio spiega perché tali investimenti sono generalmente:

  • poco o per nulla liquidi per diversi anni,
  • orientati al medio-lungo termine (spesso da 5 a 10 anni),
  • potenzialmente più redditizi, ma anche più rischiosi.

 

Il private equity: investire nell'economia reale

Il private equity consiste nell'investire in società non quotate in borsa, in diverse fasi del loro sviluppo: PMI in crescita, aziende mature da trasformare o, talvolta, giovani società innovative.

L'obiettivo è quello di accompagnare queste aziende per diversi anni, fornendo loro capitali ma anche competenze strategiche, per poi rivendere la partecipazione con un plusvalore. Per l'investitore, quindi, la performance non è annuale, ma si concretizza principalmente all'uscita.

Per un investitore alle prime armi, il private equity consente di:

  • di esporsi ad aziende difficilmente accessibili direttamente,
  • diversificare il proprio patrimonio al di fuori dei mercati quotati,
  • ricercare una performance a lungo termine non correlata alle fluttuazioni dei mercati azionari.

In cambio, occorre accettare un immobilizzo dei fondi e una visibilità limitata nel breve termine.

 

Il private equity immobiliare: creare valore nel settore immobiliare

Il private equity immobiliare si basa su una logica simile, ma applicata al settore immobiliare. Non si tratta di percepire canoni di locazione regolari, come nel caso di una SCPI, ma di trasformare un bene immobiliare per aumentarne il valore: ristrutturazione, cambio di destinazione d'uso, riorganizzazione, promozione immobiliare.

L'investitore interviene in qualità di azionista del progetto, affiancando l'operatore immobiliare che lo porterà avanti. La performance dipenderà dal rispetto delle scadenze, dal budget, dal mercato locale e dalla capacità di rivendere l'immobile a condizioni vantaggiose.

Il private equity immobiliare è spesso apprezzato per:

  • il suo legame con attività concrete,
  • il suo elevato potenziale di rendimento,
  • il suo ruolo di diversificazione all'interno di un patrimonio.

Ma anche in questo caso la liquidità è limitata e il rischio dipende fortemente dalla qualità del promotore del progetto e dal progetto stesso.

 

Club deal: investire insieme in un progetto mirato

I club deal sono una forma particolare di investimento nel private equity o nell'equity immobiliare. Diversi investitori si riuniscono per finanziare un unico progetto, chiaramente identificato fin dall'inizio.

A differenza dei fondi diversificati, il club deal offre una grande trasparenza: l'investitore sa esattamente in cosa sta investendo, con un business plan, una durata stimata e uno scenario di uscita.

Per gli investitori alle prime armi, i club deal possono essere interessanti perché:

  • rendono l'investimento più concreto e comprensibile,
  • consentono di accedere a progetti solitamente riservati a professionisti o investitori esperti,
  • spesso offrono una forte convergenza di interessi con l'operatore.

D'altra parte, concentrarsi su un unico progetto comporta un rischio maggiore, da cui l'importanza di non dedicarvi una parte eccessiva del proprio patrimonio.

 

Un ruolo chiave in una strategia patrimoniale equilibrata

Il private equity, il private equity immobiliare e i club deal non sono investimenti da utilizzare da soli. Trovano la loro rilevanza come motore di performance a lungo termine, a complemento di soluzioni più difensive o generatrici di reddito.

Per un investitore alle prime armi, la sfida non è quella di cercare il massimo rendimento, ma di comprendere il ruolo di ogni singolo elemento nel proprio patrimonio:

  • proteggere una parte del proprio capitale,
  • generare entrate,
  • e dedicare una parte ragionevole alla creazione di valore.

Se ben integrati, questi investimenti possono svolgere un ruolo determinante nella costruzione di un patrimonio solido, a condizione di accettare i tempi lunghi, l'illiquidità e l'importanza di una selezione rigorosa dei progetti e dei partner.

Passare attraverso una piattaforma intermedia specializzata consente di beneficiare di una selezione di progetti rigorosamente analizzati e strutturati da professionisti, mettendo in comune competenze e rischi.

 

 

 

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