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Da alcuni anni, il contesto economico e finanziario (tassi di interesse più elevati, inflazione persistente, incertezze macroeconomiche) spinge molti investitori a ripensare le loro strategie. Per molti, l'epoca in cui bastavano risparmi sicuri (libretti, fondi in euro) è ormai finita. Oggi l'obiettivo è conciliare rendimento, diversificazione e resilienza all'inflazione. In questo contesto, spiccano diversi tipi di investimenti: immobiliare (classico o frazionato), mercati azionari/azioni, attività alternative (private equity, energie rinnovabili, tecnologia) e persino soluzioni ibride o partecipative.

 

Investimenti tradizionali: azioni, fondi, assicurazioni sulla vita

  • Azioni ed ETF / Borsa: i mercati finanziari rimangono un pilastro per gli investitori a lungo termine. Investire tramite ETF (o tracker) che ripartiscono il rischio su un paniere di azioni è particolarmente apprezzato per la sua semplicità e diversificazione. Un ETF è un fondo che replica l'andamento di un indice azionario o di un indice tematico (IA, energia verde, ecc.). Quando si acquista un ETF, si investe automaticamente in tutte le azioni dell'indice, senza doverle acquistare una per una, da cui la sua semplicità e la diversificazione consentita.
  • Assicurazione sulla vita: in Francia, l'assicurazione sulla vita continua a occupare un posto centrale nel patrimonio. Offre la possibilità di combinare un fondo "sicuro" (fondi in euro) e "unità di conto" (azioni, obbligazioni, fondi immobiliari, private equity, ecc.), consentendo di modulare il livello di rischio e di rendimento in base al proprio profilo. L'assicurazione sulla vita rimane interessante per chi cerca un compromesso tra rendimento, flessibilità e un quadro fiscale vantaggioso, soprattutto in un contesto in cui i libretti regolamentati stanno perdendo attrattiva.

Queste soluzioni sono particolarmente adatte a chi punta sul lungo termine (risparmio previdenziale, costituzione di un capitale), desidera livellare il rischio e mantenere una certa liquidità o flessibilità.

 

I "nuovi classici": immobiliare, SCPI e crowdfunding immobiliare

SCPI e immobili indiretti

Investire nel mattone rimane un riflesso duraturo, ma in forme più accessibili rispetto all'acquisto diretto. Le SCPI (società civili di investimento immobiliare) ne sono un buon esempio: consentono di accedere al mercato immobiliare collettivo senza gestire direttamente un immobile. Nel 2025 sono ancora considerate rilevanti, in particolare per i loro rendimenti regolari e la mutualizzazione dei rischi.

Anche se il contesto del mercato immobiliare è talvolta incerto (tassi di interesse, pressione sui prezzi, rendimenti variabili a seconda della tipologia di beni), le SCPI possono essere adatte a chi è alla ricerca di redditi passivi e di un investimento "immobiliare-cartaceo".

Crowdfunding immobiliare

È senza dubbio una delle evoluzioni più significative degli ultimi anni: il crowdfunding immobiliare si sta affermando come un'opzione interessante per investire nel settore immobiliare senza bisogno di un capitale importante. In Francia, il settore ha preso piede nel corso degli anni e il Paese è ora leader nel crowdfunding immobiliare in Europa in termini di importi raccolti (oltre 6 miliardi di euro dal 2015).

I motivi principali di questo entusiasmo:

  • Un biglietto d'ingresso accessibile: alcune piattaforme consentono di investire a partire da 1.000 €.
  • Rendimenti potenziali interessanti: i progetti registrano spesso tassi lordi annui compresi tra l'8% e il 12%.
  • Un orizzonte piuttosto a breve o medio termine: contrariamente agli immobili locativi tradizionali o ad alcune SCPI (società di investimento immobiliare), i progetti finanziati tramite crowdfunding vengono spesso rimborsati in un periodo compreso tra 12 e 36 mesi.
  • La possibilità di diversificazione: finanziando diversi tipi di progetti (nuove abitazioni, ristrutturazioni, beni collettivi, ecc.) e in varie aree geografiche, l'investitore può distribuire i rischi piuttosto che puntare tutto su un'unica operazione.

Tuttavia, è importante tenere presente che il rendimento non è mai garantito: la rivendita, la corretta esecuzione dei lavori e la gestione dei rischi sono variabili che possono influire sulle date di rimborso e persino sul rendimento finale.

Questo tipo di investimento interessa in particolare coloro che desiderano ottenere un buon rendimento senza dover gestire un immobile e che accettano un periodo di impegno (immobilizzazione dei fondi) e una quota di rischio.

 

Gli "asset alternativi e settori del futuro": private equity, tecnologie, energie verdi...

Il panorama degli investimenti si sta ampliando. Tra le tendenze più significative del 2025 figurano:

  • Private equity e venture capital: gli investitori, compresi i privati quando ne hanno accesso, si rivolgono alle società non quotate in borsa — start-up nel settore fintech, biotech, IA, ecc. — nella speranza di ottenere forti plusvalenze a lungo termine.
  • Temi del futuro: gli investimenti tematici, in particolare nell'intelligenza artificiale, nelle tecnologie pulite, nella sanità e nelle infrastrutture sostenibili, sono in netto aumento. Questi settori beneficiano della trasformazione economica e delle transizioni energetica e tecnologica.
  • Diversificazione e classi di attività alternative: alcuni investitori prendono in considerazione attività più "esotiche" o meno correlate ai mercati tradizionali: materie prime (oro, petrolio...), infrastrutture, cripto-attività, arte e oggetti da collezione, ecc. Questo tipo di diversificazione rientra in quella che potremmo definire una "allocazione moderna".

Questi asset sono adatti agli investitori disposti ad assumersi dei rischi, con un orizzonte temporale di lungo periodo e a proprio agio con la volatilità, ma potenzialmente ricompensati da rendimenti superiori.

 

Come costruire una strategia adeguata oggi

Con la varietà di opzioni disponibili nel 2025, diventa quasi indispensabile adottare una strategia di diversificazione. La chiave non è tanto trovare il "miglior" investimento, quanto costruire un portafoglio equilibrato in base al proprio orizzonte temporale, alla propria propensione al rischio e ai propri obiettivi (costituzione di un patrimonio, redditi complementari, trasmissione, ecc.).

Ecco alcuni consigli:

  • Mix a breve/medio/lungo termine: mantenere una parte degli attivi molto liquida o a basso rischio (risparmi, fondi sicuri) per far fronte agli imprevisti, allocando al contempo una parte in investimenti più dinamici o rischiosi (azioni, crowdfunding, private equity).
  • Diversificare le classi di attività: non investire tutto nel settore immobiliare o tutto in azioni. Combinare immobili (tramite SCPI o crowdfunding), titoli finanziari e attività alternative.
  • Scegliere con cognizione di causa: ad esempio, analizzare attentamente i progetti di crowdfunding immobiliare (qualità del promotore, durata, prospettive di rivendita), selezionare le SCPI in base al loro portafoglio o modulare l'esposizione alle azioni in base alle proprie convinzioni.
  • Pensare a lungo termine ma con flessibilità: alcuni investimenti richiedono di mantenere il capitale bloccato (crowdfunding, private equity), altri offrono maggiore liquidità. È quindi utile anticipare le proprie esigenze personali e patrimoniali.

 

Conclusione: un ecosistema di investimenti più ricco e diversificato

Nel 2025, gli investimenti non si limiteranno più al connubio tra immobili patrimoniali e libretti di risparmio. Il panorama è diventato più complesso, ricco e sfaccettato. Il grande vincitore di questa rinascita è la diversificazione intelligente, che combina attività liquide, azioni, immobili "cartacei" o partecipativi, attività alternative o tematiche.

In definitiva, il "successo" di un investimento oggi non dipende solo dal suo rendimento potenziale, ma dalla sua capacità di inserirsi in una strategia globale, coerente e adeguata ai vostri obiettivi e vincoli.

 

Tabella riassuntiva degli investimenti più popolari nel 2025

Tipo di investimento Rendimento potenziale Livello di rischio Orizzonte consigliato Vantaggi principali Punti di attenzione
Azioni / ETF 5–10%/anno (o anche di più a seconda dei mercati) Da medio ad alto A lungo termine (5–10 anni+) Facile diversificazione, basso costo, elevata liquidità Elevata volatilità, rischio di perdita di capitale
Assicurazione sulla vita (UC + fondi in euro) 2–6%/anno a seconda dell'allocazione Da basso a medio Medio / lungo termine Quadro fiscale vantaggioso, flessibilità, accessibilità Rendimento del fondo in euro in calo, spese variabili
SCPI (immobiliare cartaceo) 4–6%/anno Medio A lungo termine (8–10 anni+) Redditi regolari, condivisione del rischio immobiliare Bassa liquidità, sensibilità al mercato immobiliare
Crowdfunding immobiliare 8–12% lordo/anno Elevato A breve-medio termine (12-36 mesi) Basso costo di ingresso, rendimento interessante, diversificazione Rischio di ritardo o inadempienza, capitale immobilizzato
Immobili in affitto tradizionali 3–7% a seconda delle zone Medio A lungo termine Ricavi ricorrenti + valorizzazione, effetto leva del credito Gestione, vacanza locativa, fiscalità e tassi elevati
Private equity / non quotato 8–20%/anno (variabile) Elevato A lungo termine (7–10 anni+) Elevato potenziale di valorizzazione, accesso all'innovazione Rischio elevato, liquidità molto bassa
Temi del futuro (IA, energia verde, salute) Variabile (da moderato ad elevato) Da medio ad alto Medio / lungo termine Esposizione alla crescita futura, diversificazione strategica Elevata volatilità, dipendenza dai cicli economici

 

 

 

 

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