Quando si inizia a interessarsi agli investimenti finanziari, spesso viene in mente un'idea: un buon investimento sarebbe innanzitutto quello che "rende ogni anno". Questa visione è comprensibile, ma anche riduttiva. In realtà, non tutti gli investimenti perseguono lo stesso obiettivo. Alcuni sono concepiti per generare redditi regolari, altri per far crescere il capitale nel tempo. Comprendere questa differenza è un passo fondamentale per costruire un patrimonio coerente ed evitare numerose delusioni.

 

Investimenti redditizi: alla ricerca della stabilità

Gli investimenti cosiddetti "a reddito" hanno uno scopo semplice: generare flussi finanziari regolari. Sono spesso rivolti agli investitori che cercano visibilità, prevedibilità e una certa sicurezza patrimoniale. Gli affitti delle SCPI (società civili immobiliari), i redditi di un immobile in locazione, gli interessi di un'obbligazione (il crowdfunding immobiliare , per esempio) o i rendimenti di un fondo in euro rientrano in questa categoria.

In questa logica, la performance si costruisce nel tempo, anno dopo anno. Il capitale investito può evolvere, ma non è il principale motore della redditività. Ciò che conta soprattutto sono i ricavi percepiti e la loro regolarità.

Questi investimenti svolgono generalmente un ruolo fondamentale nel patrimonio. Consentono di finanziare un reddito supplementare, di garantire una parte dei risparmi e di offrire una certa serenità all'investitore. Gli investimenti a reddito proteggono e strutturano il patrimonio, ma raramente lo fanno crescere da soli.

 

Investimenti di capitalizzazione: puntare sul lungo termine

Al contrario, le strategie di creazione di valore non mirano principalmente a generare reddito. Il loro obiettivo è aumentare il valore del capitale investito, con una performance che si concretizza più spesso all'uscita.

È il caso del private equity, dell'equity immobiliare o dei club deal. In questo caso l'investitore partecipa a un progetto: sviluppo di un'impresa, trasformazione di un bene immobiliare, ristrutturazione di un'attività o ottimizzazione di un modello economico. Durante l'intero periodo di investimento, è frequente non percepire alcun reddito.

La redditività dipende quindi dal successo del progetto, dalla sua corretta esecuzione e dalle condizioni di uscita. Questo approccio implica una visione a lungo termine, l'accettazione dell'illiquidità e un livello di rischio più elevato rispetto agli investimenti a reddito. In cambio, il potenziale di rendimento è generalmente superiore.

Questi investimenti fungono da motore di crescita del patrimonio. Consentono di accelerare la costituzione di capitale e di esporsi maggiormente all'economia reale e imprenditoriale.

 

Due approcci complementari

Sarebbe allettante contrapporre queste due categorie di investimenti, ma sarebbe un errore. I redditi e la strategia di capitalizzazione rispondono a esigenze diverse e sono profondamente complementari.

Un patrimonio equilibrato raramente si basa su un unico principio. Gli investimenti a reddito garantiscono stabilità e visibilità, sebbene non siano privi di rischi, mentre gli investimenti di capitalizzazione consentono di puntare a una crescita significativa nel lungo termine, senza che tale crescita sia garantita.

La sfida non consiste quindi nello scegliere l'uno o l'altro, ma nel distribuire in modo diverso le fonti di rischio, in base alla propria situazione personale, ai propri obiettivi e al proprio orizzonte di investimento. Se combinati correttamente, consentono di diversificare meglio questi investimenti e di trovare un buon equilibrio.

 

Errori frequenti quando si inizia a investire

Molti investitori alle prime armi commettono l'errore di aspettarsi da un investimento qualcosa per cui non è stato concepito. Alcuni rimangono delusi dal fatto di non percepire alcun reddito da un investimento in private equity, mentre la sua logica è proprio quella della valorizzazione a lungo termine. Altri sperano in un forte plusvalore su investimenti il cui obiettivo principale è la distribuzione di redditi.

Queste incomprensioni portano spesso a decisioni sbagliate o a uscite premature. Comprendere la vera natura di un investimento consente di avere aspettative realistiche e di adottare un comportamento più sereno nel tempo.

 

Come conciliare reddito e creazione di valore?

La domanda giusta non è «qual è il miglior investimento», ma piuttosto: di cosa ho bisogno oggi e domani? Un investitore in fase di costituzione del patrimonio potrà accettare una maggiore creazione di valore e illiquidità. Al contrario, una persona vicina alla pensione privilegerà spesso redditi più regolari.

Nella maggior parte dei casi, una combinazione intelligente dei due approcci consente di raggiungere molteplici obiettivi: proteggere parte del proprio patrimonio conservando al contempo un potenziale di crescita.

 

Pensare al patrimonio prima di pensare ai prodotti

Distinguere tra investimenti di rendimento e investimenti di capitalizzazione permette di cambiare prospettiva. Non si sceglie più un prodotto per il suo rendimento dichiarato, ma per il ruolo che svolge nell'ambito del patrimonio complessivo.

È questa visione globale, più strategica, che consente di costruire un patrimonio sostenibile, equilibrato e in linea con i propri progetti di vita, basandosi su una diversificazione ponderata delle classi di attività, degli orizzonti di investimento e delle fonti di rischio.

 

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