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Le donne e gli investimenti: perché investono meno degli uomini?
8 marzo 2026
L'8 marzo, Giornata internazionale dei diritti delle donne, richiama ogni anno l'attenzione sulle disuguaglianze che persistono tra donne e uomini. Se i divari salariali o di carriera vengono regolarmente menzionati, un altro argomento rimane ancora relativamente poco discusso: gli investimenti finanziari.
Nel 2025, diversi studi hanno dimostrato che le donne continuano a investire nettamente meno degli uomini, in particolare sui mercati finanziari. Tuttavia, il loro interesse per l'indipendenza finanziaria e la gestione dei propri risparmi è in aumento. Tra mancanza di fiducia, differenze di reddito e strategie di investimento distinte, diversi fattori spiegano questo divario che persiste ancora oggi.
Secondo il barometro 2025 dell'Autorità dei mercati finanziari (AMF), le donne sono circa la metà rispetto agli uomini a investire in prodotti finanziari. In concreto, il 24% delle donne dichiara di investire in Borsa, in cripto-asset o tramite il crowdfunding, contro il 45% degli uomini.
Questa differenza si riscontra anche nella distribuzione degli investitori in base ai prodotti finanziari. Le donne rappresentano:
Anche se si considera l'insieme degli investitori privati, la presenza femminile rimane minoritaria. In Francia, nel 2024 rappresentavano circa il 25% degli investitori attivi in Borsa, contro il 30% di due anni prima.
Questi dati dimostrano che l'aumento del numero di investitori negli ultimi anni è stato trainato soprattutto dagli uomini.
Eppure, le donne non sono meno prudenti né meno organizzate dal punto di vista finanziario. Risparmiano quasi quanto gli uomini, ma destinano una quota maggiore del proprio denaro a investimenti considerati sicuri.
Questa differenza emerge chiaramente dal rapporto sul rischio. Secondo il barometro dell’AMF, il 51% delle donne dichiara di rifiutare qualsiasi assunzione di rischio nei propri investimenti, contro il 31% degli uomini.
Questa cautela si traduce in una preferenza per gli investimenti sicuri, come i libretti di risparmio o i fondi garantiti. Gli investimenti in azioni o sui mercati finanziari rimangono meno frequenti.
Anche le differenze di reddito hanno un ruolo importante. Le donne dispongono in media di un patrimonio finanziario inferiore rispetto agli uomini, soprattutto a causa dei divari salariali e di percorsi professionali talvolta meno continui.
Un altro fattore importante riguarda la fiducia nelle proprie competenze finanziarie.
Nel 2025, solo il 28% delle donne ritiene di avere una buona padronanza delle questioni relative al risparmio e agli investimenti, contro il 51% degli uomini.
Questa differenza si riscontra anche nell'interesse nei confronti dei mercati finanziari. Una donna su due dichiara di non informarsi sulla Borsa o sui mercati finanziari, contro solo il 27% degli uomini.
Allo stesso modo, il 25% delle donne dichiara di interessarsi agli investimenti azionari, mentre questa percentuale sale al 45% tra gli uomini.
Questo divario è tuttavia legato più alla percezione che alla realtà. Gli studi dimostrano che, quando si valutano le conoscenze finanziarie, le differenze tra i sessi risultano molto meno marcate.
Quando investono, le donne adottano generalmente un approccio più prudente e orientato al lungo termine.
Ad esempio, tra gli investitori che già possiedono prodotti finanziari, le donne detengono la stessa percentuale di azioni quotate degli uomini (circa il 33%), il che dimostra che, una volta che iniziano a investire, i loro comportamenti si avvicinano notevolmente.
Al contrario, alcuni prodotti più recenti o considerati più rischiosi continuano ad essere utilizzati maggiormente dagli uomini. È il caso, in particolare, di:
Queste differenze riflettono soprattutto un atteggiamento più prudente nei confronti del rischio.
Nonostante queste differenze, alcuni indicatori mostrano un andamento incoraggiante. La percentuale di donne che dichiarano di investire è in leggero aumento da alcuni anni: è passata dal 21% nel 2023 al 24% nel 2025.
Questo aumento è particolarmente evidente tra le giovani donne appartenenti alle categorie socio-professionali più elevate. Tra le donne di età inferiore ai 35 anni appartenenti alle categorie socio-professionali più elevate, quasi una su due (48 %) dichiara di investire in prodotti finanziari.
Inoltre, oggi le donne sono quasi altrettanto numerose degli uomini nel dichiarare di scegliere autonomamente i propri investimenti: il 46% contro il 43% degli uomini.
Ciò riflette una crescente autonomia nella gestione dei propri risparmi.
Incoraggiare un maggior numero di donne a investire rappresenta una sfida importante. Investire permette infatti di far fruttare i propri risparmi nel lungo periodo e di prepararsi meglio al futuro finanziario.
In un contesto caratterizzato dall'inflazione e dall'incertezza economica, limitarsi a investimenti estremamente sicuri può ridurre il potenziale di crescita del patrimonio. Promuovere l'educazione finanziaria e l'accesso agli investimenti potrebbe quindi contribuire a rafforzare l'autonomia economica delle donne.
A lungo termine, ridurre il divario tra donne e uomini nel settore degli investimenti non è solo una questione di uguaglianza: è anche una sfida economica, che può contribuire a una migliore distribuzione della ricchezza e a una più ampia partecipazione ai mercati finanziari.
Gli studi evidenziano diversi fattori. Le donne dispongono in media di un reddito e di un patrimonio inferiori, ma tendono anche a sentirsi meno competenti in materia finanziaria. Nel 2025, il 28% delle donne dichiara di sentirsi a proprio agio con le questioni finanziarie, contro il 51% degli uomini.
Sì. Nel 2025, il 24% delle donne dichiara di investire in prodotti finanziari, contro il 45% degli uomini, il che corrisponde a un divario di circa due a uno.
Le donne assumono meno rischi quando investono?
Sì, in media. Il 51% delle donne dichiara di rifiutare qualsiasi forma di rischio, contro il 31% degli uomini, il che spiega in parte la loro minore presenza sui mercati finanziari.
Sì, la tendenza sta gradualmente cambiando. Tra le donne sotto i 35 anni appartenenti alle categorie socio-professionali più elevate, quasi il 48% dichiara di investire in prodotti finanziari.
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